Daniele Cortis di Antonio Fogazzaro (1906): Ella non rispose nemmeno, perché in quel momento entrava il senatore Clenezzi. Gli corse incontro voltando le spalle a suo cugino, gli fece un'accoglienza così cordiale che il senatore ne andò in solluchero. Cortis lo aveva mandato a chiamare per pregarlo di raccogliergli certe carte che aveva a casa e voleva portar seco. Ma il senatore, ch'era accorso in fretta e in furia all'invito, non sapeva più spicciarsi ora da donna Elena, era lì tutto sorrisi, inchini, complimenti.
Gioconda di Cesare Cantù (1878): Quando poi le occupazioni domestiche le lasciassero un respiro, l'avreste veduta a far un bello spicco fra le camerate; baliosa, giuliva, cantare, ballare, ridere di quel riso spensierato che si disimpara a vent'anni. Onde i paesani dicevano che la stava appunto il nome di Gioconda; e suo padre e sua madre andavano in solluchero al mirarla, al sentirla lodata, all'udire da tutti esclamare ch'ell'era la vita di quell'osteria. — Ella sarà (mi dicevano) il conforto di nostra vecchiaja. È proprio la nostra man diritta. Se non ci fosse lei, come si potrebbe continuare così fiorito il negozio?»
Commedie borghesi di Matilde Serao (1919): Arturo, la domenica si agghindava, si faceva arricciare i capelli, metteva un fiore all'occhiello, infilava un paio di guanti color sangue di drago, e si faceva trasportare in una carrozzella alla Riviera di Chiaia. Arturo era il miglior direttore di quei giuochi eminentemente stupidi, che con frase espressiva si chiamano giuochi di penitenza, e vi faceva brillare il suo spirito, uno spirito bottegaio ed insolente che mandava in solluchero la società; |